Nella penombra, i lucidi banconi di un anonimo bar di Città del Messico. Nel bicchierino opaco, il giallo paglierino un po’ spento del Mezcal. «Eravamo già al secondo o terzo giro di tequila. Stavamo lì, io e altri quattro amici, davanti al barista, a confessare i nostri fallimenti personali». Julio Salazar, trentenne, un tempo faceva parte della schiera di startuppari anonimi, imprenditori alle prime armi che, come tenebrosi amanti e detective malinconici, a un certo punto della vita si ritrovano gomiti su un bancone a fare un bilancio della propria esistenza.
CONTINUE READING HERE.

Get notified when our webinar of

Psychological Safety Spaces at Work

is available!





I agree to the the privacy policy and would like to subscribe to your newsletter

You have Successfully Subscribed!